Il 26 gennaio 2026 ci ha lasciati il professor Gianni Immovilli, professore emerito di Telecomunicazioni e membro ordinario dell’Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Modena.
Professore ordinario presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna dal 1978, dove è stato Direttore dell’Istituto di Elettronica nel triennio 1981-1983, dal novembre 1994 è stato professore ordinario di Telecomunicazioni presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Presso il nostro Ateneo ha ricoperto il ruolo di Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria dal 1996 al 2001, e di Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dal 2002 al 2010.
Coordinatore del Nucleo di Valutazione dell’Ateneo dal 2000, dal 1997 al 2003 è stato membro del Senato Accademico in qualità di rappresentante dei Direttori di Dipartimento dell’Area Tecnico-Scientifica.
Presidente del Gruppo di Coordinamento Nazionale di Ricerca Telecomunicazioni e Teoria dell’Informazione (GTTI) dal 1993 al 1999, ha inoltre ricoperto l’incarico di membro della Commissione Radio Scientifica Italiana, e del Consiglio Scientifico del Centro di Studio per Metodi e Dispositivi per Radiotrasmissioni del C.N.R. di Pisa.
La sua attività scientifica ha dato origine a numerosi lavori pubblicati su importanti riviste internazionali o presentati ai più quotati congressi del settore Telecomunicazioni, e ha riguardato numerosi filoni di ricerca: l’estensione della teoria di Rice relativa all’effetto di soglia in modulazione di frequenza; la demodulazione di frequenza a bassa soglia; trasmettitori di potenza a stato solido e a larga banda; ponti radio numerici terrestri e via satellite; sistemi radiomobili. Nel 1988 è stato nominato coordinatore del primo progetto nazionale di ricerca relativo alle Comunicazioni Radiomobili, avente come finalità studi sullo sviluppo della rete radiomobile pan-europea.
Infinitamente stimato a livello nazionale da tutti i suoi colleghi, desideriamo ricordarlo per il rilevante contributo dato alla nascita dell’Ingegneria presso l’Ateneo modenese, per la sua dedizione professionale, ma soprattutto per l’onestà intellettuale e la squisita gentilezza che lo contraddistinguevano. Ci lascia un maestro di altri tempi.